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DORMIRE MEGLIO: E SE INIZIASSIMO DALLA CAMERA DA LETTO?

Immagine del redattore: Margot
Margot
30 ago
Tempo di lettura: 2 min

Osservo sempre con grande curiosità la società in cui viviamo. Siamo continuamente alla ricerca della soluzione giusta per dormire meglio, rilassarci o ritrovare energia. Eppure, non sempre ci viene suggerito di fermarci e osservare — in modo oggettivo e senza giudicarci — le nostre abitudini quotidiane.

Naturalmente, non tutti i problemi legati al sonno dipendono da noi. Quando la difficoltà persiste, è importante parlarne con un medico. Ma in alcuni casi possiamo iniziare facendoci una domanda molto semplice:

Le nostre abitudini e la nostra camera da letto ci stanno davvero aiutando a riposare?



Pensiamo, ad esempio, all’uso prolungato della televisione e del telefono durante la sera. Il nostro ritmo naturale è strettamente legato all’alternarsi della luce e del buio: la luce ci aiuta a rimanere svegli, mentre l’oscurità prepara gradualmente il corpo al riposo. Trascorrere le ultime ore della giornata davanti a schermi luminosi e stimolanti può quindi rendere più difficile rallentare.

Anche il caffè può avere un ruolo. Sembra banale, ma la caffeina rimane nell’organismo per diverse ore e la sensibilità cambia molto da persona a persona. Quel caffè bevuto nel tardo pomeriggio, apparentemente innocuo, potrebbe continuare a tenerci attivi anche la sera.


Poi c’è la camera da letto.

Spesso la trattiamo quasi come un ripostiglio: può essere spoglia, poco curata e priva di personalità oppure, al contrario, piena di oggetti che non servono davvero. In entrambi i casi rischia di perdere la sua funzione principale: accoglierci e accompagnarci verso il riposo.

Pensiamo alle camere d’albergo. Non è detto che fuori casa si dorma sempre meglio, naturalmente, ma quegli ambienti ci offrono uno spunto interessante: contengono pochi oggetti, hanno spesso colori equilibrati e riducono al minimo le distrazioni.

Non significa che la nostra camera debba diventare immacolata, impersonale o priva di carattere. Anzi: forse dovremmo proprio restituirle il carattere che le appartiene.

Possiamo farlo scegliendo con maggiore attenzione ciò che rimane, togliendo o spostando quello che crea confusione e costruendo, poco alla volta, una vera stanza dedicata al riposo.



A mio parere, colori e materiali giocano un ruolo molto importante. Fin da bambini reagiamo spontaneamente a ciò che vediamo e tocchiamo. Per questo investire in buone lenzuola, piacevoli sulla pelle e nei colori che ci trasmettono calma, può davvero fare la differenza.


Non dimentichiamo poi le tende: oltre ad arredare e rendere l’ambiente più accogliente, possono proteggerci dalla luce esterna e aiutarci a mantenere la stanza più buia, soprattutto nei giorni liberi, quando possiamo concederci qualche ora di sonno in più.


E perché non sostituire la sveglia del telefono con una semplice radiosveglia? Potremmo creare all’ingresso di casa — o almeno lontano dal letto — una piccola zona dedicata ai dispositivi elettronici e alla loro ricarica.

A volte non serve rivoluzionare tutto. Basta osservare la stanza con occhi nuovi e chiedersi:

“Quello che mi circonda mi accompagna verso il riposo oppure continua a tenermi in allerta?”

Questi sono soltanto alcuni spunti di riflessione. E tu, quando entri nella tua camera da letto, senti di poter davvero rallentare?


Se vuoi, raccontamelo nei commenti. Se invece desideri trasformare la tua camera in uno spazio più ordinato, accogliente e adatto al riposo, puoi contattarmi: sarò felice di aiutarti a trovare una soluzione che rispecchi davvero te e le tue esigenze.


Un gradino alla volta.


Margot :-)

 
 
 

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